“Cresceranno le siepi”: com’è andata?

È stata una bella serata quella che ci hanno regalato ieri l’azienda agricola biologica Gli Orti di Sant’Angelo e il regista Dimitri Feltrin, con il loro film “Cresceranno le siepi” (qui il trailer: https://youtu.be/tEmjN3oNPgA).

L’aula magna delle scuole medie era gremita (saremo stati più di un centinaio!) e nei volti si leggeva l’impazienza nel vedere sul grande schermo chi il sabato mattina ci vende le verze e il succo di mela.

Qui sotto: Alessandro e Dimitri presentano il film:

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Il film presenta diverse realtà agricole venete che declinano in varie forme il concetto di ecologia. Tutte impegnate a custodire ecosistemi sani e ricchi di biodiversità, forniscono ai loro consumatori un prodotto sano e gustoso. Il film è accompagnato dalla voce di Luca Conte, agroecologo, che spiega in maniera molto efficace i concetti base dell’agricoltura ecologica.

Terminata la proiezione, abbiamo fatto una proposta: dividiamoci in gruppi di tre persone e diamoci cinque minuti di tempo per scambiarci le nostre impressioni sul film, e per conoscerci un po’. La proposta è stata accolta con entusiasmo e subito è partita quasi una festa di chiacchiere e risate e conoscenze. Per terminare, un ottimo rinfresco offerto dagli Orti di Sant’Angelo e dalla Bottega degli Scalzi, con focaccia e succo di mele (tutto bio, manco a dirlo).

Qui sotto: un momento della chiacchierata finale.

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Ringraziamo quindi tutti i partecipanti, il Comune di Santorso per il patrocinio, Alessandro degli Orti di Sant’Angelo e la sua famiglia, il regista Dimitri Feltrin, la Bottega degli Scalzi e… arrivederci alla prossima proiezione!

 

Paolo

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Cresceranno le siepi

Vi invitiamo giovedì 16 marzo alla proiezione del film-documentario “Cresceranno le siepi. Storie di contadini che amano la terra.” Nel documentario è presente anche una bella testimonianza dei nostri amici degli Orti di Sant’ Angelo di Marano!

locandina

C’è un nuovo modo possibile di fare agricoltura: ecologico, sostenibile, etico, solidale, rispettoso delle risorse e della salute. Una dozzina di agricoltori veneti e ferraresi vi faranno vedere come i loro princìpi si traducono in pratiche concrete e quotidiane attraverso un lavoro che sta trasformando le campagne, riportandole e a vivere una nuova vita. Ad affiancarli, associazioni, agronomi, nutrizionisti e professionisti del settore, che coralmente contribuiscono a diffondere una cultura più etica e più salubre, spendendosi per ricreare il rapporto tra produttori e consumatori. Il film-documentario “Cresceranno le siepi” prova a raccontarlo.

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La domenica della potatura alla Masena

Un tasso è un rolex” cit.

Con sole e forbici affilate si è tenuta domenica 19 Febbraio la giornata della potatura nel campo della Masena a Santorso.

Da un paio di anni diverse persone si ritrovano in questo campo per fare degli esperimenti (seppur bizzarri in alcuni casi) che vanno dall’orticoltura alla frutticoltura, basati su un modello di condivisione dei lavori e dell’imparare assieme.

primo

Proprio così è nata “la Domenica della potatura” una giornata di condivisione e di confronto delle svariate tecniche di potatura degli alberi da frutto!

Come ci ricordano i nostri  nonni  “el contadin se sleva el albero da picolo” sono proprio i primi anni che decideranno la sorte e la forma del futuro albero.

Gli intrepidi partecipanti (più di 35) da varie parti del vicentino, dalla valle dell’Agno a quella dell’Astico, si sono imbattuti nell’importante compito di capire che forma dare agli alberelli piantati un anno fa.

 

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Un grande GRAZIE a tutti voi per il vostro contributo (in particolare a Francesco e Demetrio), per averci portato un po’ dell’essenza della potatura, della dominanza apicale, dei vari tipi di portainnesto, della potatura di allevamento e di come eseguire un corretto taglio…

Grazie a queste nozioni una volta afferrate le forbici i tagli sono stati fatti con cognizione di causa, le varie forme dell’albero hanno iniziato ad emergere e i partecipanti a sorprendersi!

francesco

Il pranzo condiviso nel quale ognuno porta qualcosa è sempre uno dei momenti più gioviali, in cui ognuno ha la possibilità di assaporare le bontà altrui, e a renderne grazie!

Una giornata come questa ha senz’altro messo in risalto il potenziale ed i limiti di un progetto come quello del terreno della Masena, i cui i proprietari hanno messo a disposizione la terra e donato gli investimenti che sono emersi prioritari durante la progettazione del terreno.. ma nel progetto mancano ancora le persone chiave che avranno la responsabilità e la gioia di prendersene cura e il cuore nel dare le dovute attenzioni affinché il progetto decolli!!!

Questa giornata ne è stata un capitolo toccante…

Ringraziamo:  TUTTI i partecipanti per il loro contributo.  Il gruppo di Agricoltura Valle Agno per venire in avanscoperta e per la voglia di condividere e unire. Demetrio e Francesco per la loro esperienza e passione. Ad Adam per il suo prezioso strumento affila forbici!

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E agli organizzatori per mettersi in discussione…

Vi terremo aggiornati sulle prossime iniziative.

Un caloroso saluto di inizio ingrossamento delle gemme …

Enrico Battistello

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La domenica della potatura

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È arrivato il momento di potare la food forest!

Domenica 19 febbraio alle 10.00 ci troviamo nel campo della C.S.A., per una giornata di condivisione sulla teoria e la pratica della Potatura.

Sono invitati tanto gli esperti di potatura, quanto chi non ha mai preso in mano una forbice in vita propria.

Il campo di trova sulla strada che dalla Chiesa del Timonchio porta a San Rocco sulla sinistra all’altezza di Via della Masena.

Se il tempo lo permette ci fermeremo per un pranzo in condivisione.

Ricordatevi di portare quindi forbici, guanti e leccornie!

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“L’Ost” della befana

Impressioni dalle nostre inviate all’open space della Befana.

Dall’inviata Sabrina

A fatica mi alzo dal letto. E’ dura visto che sono abituata a dormire a oltranza in questi giorni di festa, ma avevo dato la mia parola che sarei arrivata in anticipo per dare una mano nella preparazione di questo open space speciale del 6 gennaio.

Arrivo con un tempismo perfetto nello stesso istante della Befana alias Stefano a cui avevo portato la scopa e che dovevo aiutare nella vestizione.

Alla casa del custode troviamo Giulio, super indaffarato con i preparativi e con un grosso quesito da porci: “Ma come funziona il riscaldamento??”. Nonostante le nostre tre teste pensanti, abbiamo alla fine sperato nell’arrivo tempestivo di Valeria, grande esperta del settore. Nel frattempo prepariamo i cartelloni e Stefano comincia a travestirsi: è stato istruito per bene riguardo al suo ruolo per questa giornata, basta solo che ripeta al momento giusto la sua parte.

Ed ecco Valeria! Ci mettiamo nelle sue mani, ma ci sono questioni che agli umani non è permesso conoscere, quindi dobbiamo rassegnarci a passare la nostra giornata al freddo e al gelo.La Befana è quasi pronta, manca solo una passata di trucco ma, troppo inorridita per procedere all’ operazione, lascio la gatta da pelare a Valeria che accetta con i suoi nervi saldi. Lo spettacolo finale è letteralmente obbrobrioso e inguardabile, proprio ciò che ci aspettavamo!


Per tutte le persone che arrivano un po’ alla volta, la risata è assicurata e le foto non si sprecano.
Arrivano in tanti, gli amici di sempre, qualche volto per me nuovo, cari transizionisti di Vicenza e Arzignano, e un amico che non vedevo da molto tempo.

Già da subito capiamo che non vuole essere un open space come quelli fatti in precedenza, è una sorta di festa, per rivedersi, per farsi gli auguri di buone feste, per rivedere insieme il 2016 e progettare gli eventi del nuovo anno.
In cerchio, cominciamo con un piccolo rilassamento guidato da Alessandro che ci predispone all’ inizio delle attività. Subito dopo procediamo con un giro di nomi e rispondiamo alle domande: cosa ci è accaduto di bello nel 2016? Cosa ci aspettiamo da questa giornata? E’ il turno della Befana che, non si sa come, gira e rigira il copione prestabilito e conclude un discorso sconclusionato ma apparentemente sensato che non lascia spazio a ulteriori interventi riparatori.
Giulio rispolvera per noi regole e leggi con alle spalle un molto affaccendato Aldo che non si da pace cercando di riparare il riscaldamento assente,che mi ha già trasformato i piedi in due ghiaccioli e ci costringe tutti a tenere il giaccone.

Fortunatamente nel corso della giornata un sole splendente ci scalda il cuore…e non solo!

 

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Dall’inviata Federica


Dunque, qualche flash per ricapitolare questa Befana assolata tra amici.

Cosa abbiamo fatto e cosa abbiamo imparato sulla transizione nel 2016?
Per riviverlo, su un’immaginaria linea del tempo dello scorso anno si sono avvicendati numerosi mimi di eventi vissuti nel 2016.
Riconsiderandoli nel loro insieme fanno davvero un bel fagottino di esperienze!
E così si avvia una giornata di riflessioni in stile open space sulle proposte per il nuovo anno.
Sotto lo sguardo di una Befana d’eccezione, generosa di cioccolatini, in compensazione alla carenza di carbone, e caricati dalla meditazione collettiva guidata di Alessandro, ci siamo dunque occupati di progetti come la permacultura di comunità, la scuola libertaria, nuove possibilità comunicative, percorsi di amore verso se stessi, nuovo ciclo di cineforum transizionista, laboratori nel campo.

E poi condividere il pranzo, portando ciascuno il proprio contributo alimentare, connettersi o riconnettersi tra noi nei momenti di pausa attraverso parole, sguardi, risate, spuntini, gli unguenti di Sabrina, il vino di Paolo, sostare per un po’ nel parco per un bagno di sole, mani che scaldano, abbracci che confortano. Insomma, una giornata con ritmi e andamento piuttosto free, libera dalle campanelle segnatempo di Giulio, ma veramente ricca, piena di energia calda ed accogliente e di idee che chiedono di trovare vita concreta.

 

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Ce la faremo a trasformare questi progetti in realtà? ….guardate i nostri cartelloni e fate la vostra scommessa!!

Alla fine della giornata, rientrando a casa, mi sono interrogata su cosa restasse in me di quella giornata. Credo ci si debba sentire proprio come è capitato a me, oggi, vivendo in una piccola comunità resiliente: ognuno di noi ha offerto gratuitamente e con piacere il suo pezzettino di fare e di essere per far girare con fluidità la giornata; ognuno è riuscito ad accogliere per sé ciò di cui sentiva il bisogno; le regole per una serena convivenza sono state da tutti rispettate, senza mai costituire un vincolo alle occasioni di crescita della giornata; non ho vissuto mai la sensazione di un crinale a cavallo tra “noi” e “voi”, ma solo un grande noi che si confrontava su come gettare semi buoni per il 2017, che possano portare buoni frutti per gli anni avvenire.

Jpeg

Pensando a tutto questo guardavo un tramonto di colore speranza, godendo di un profondo senso di pace.
Jpeg

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White Transition – Buone feste! E.. che succederà nel 2017?

 

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Anche per la befana le cose si fanno complicate. È ora di liberarsi dal carbone, riusciamo ad aiutarla? Ci troviamo venerdì 6 gennaio 2017 alle 10.00 alla casa del custode!!

Eccoci qui, come ogni anno, nel bel mezzo delle feste natalizie.

C’è chi è intento a comprare bellissimi regali, chi va a trovare gli amati parenti, chi prepara deliziose cene e organizza allegre festicciole.

Questo periodo è anche una rara occasione di riflessione, aiutata dalle scarse ore di luce e il ripiegamento volontario nel calore delle proprie case: cosa è successo in questo ultimo anno? Cosa ho imparato, quali sono stati i successi, quali i fallimenti?

E l’anno prossimo? Cosa accadrà, in cosa mi voglio impegnare..?

Nella nostra piccola esperienza di Transizione queste sono domande che ci facciamo spesso: ci aiutano a chiarire idee e intenti individuali e collettivi e, abbiamo imparato, se ci ragioniamo sopra assieme sanno portare anche un’enorme quantità di conoscenza e saggezza, liberando energia per nuovi percorsi ed entusiasmanti progetti.

Sappiamo che da molto tempo non ci sono state occasioni in cui ci siamo potuti rivedere tutti. Cosa staranno combinando i nostri colleghi in giro per il vicentino? Quali progetti e idee hanno in cantiere? Ci sono persone nuove? Curiosi, turisti della transizione, esperti facilitatori? Come possiamo rendere visibile tutto ciò? E non dimentichiamoci che tra qualche mese avremo qui diversi transizionisti da tutto il mondo, e verrà anche Rob Hopkins in persona.. Riusciamo ad organizzarci per tempo?

Insomma, non sarebbe bello rivederci, conoscerci, farci gli auguri, celebrare il passato e progettare assieme il nuovo anno? E.. se lo facessimo in modalità Open Space?

Tirandola corta:

Vi invitiamo venerdì 6 gennaio 2017 alle 10.00 alla Casa del Custode per una bellissima giornata di festa in modalità open space!

Il pranzo sarà condiviso – ognuno porta qualcosa – quindi preparatevi ad un’ultima grande abbuffata natalizia 🙂

Vi chiederemo 2€ per il materiale logistico e altre sorprese.

(Per chi ha bambini: a due minuti a piedi ci sarà la discesa della befana dal campanile di Santorso, imperdibile!)

La festa finirà verso le 17.30, vedrete che il tempo vola!

Ovviamente l’invito è aperto a tutti!

Se potete confermateci la presenza (basta un ‘ci sono’) a giulio_pc@yahoo.it, ci sarà di grande aiuto per non farci trovare impreparati!

 

Ci vediamo ‘alla befana’ allora!

Buone feste!!!!

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Viaggio nella Transizione Interiore: come è andata?

 

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Di Federica Frison

Transizione interiore: ce n’è il tempo?

Le evidenze ed i dati scientifici ci dicono che i sintomi della terra sono in rapido peggioramento. Persino Leonardo Di Caprio nel documentario “Before the flood” ci avverte angosciato che questo nostro mondo è per davvero un Titanic che sta affondando e che dobbiamo fare in fretta, molto in fretta per cercare di evitarlo. A che serve, dunque, spostare lo sguardo nel mondo interno, quando là fuori c’è tanto da fare e velocemente? Abbiamo provato a capirlo in un weekend di workshop con Ellen Bermann ed in compagnia di una natura colorata e mutevole.

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Con la rugiada fredda del mattino ci siamo dichiarati disponibili ad accogliere quanto sarebbe emerso, ad accettare che di fronte alla paura di alcune realtà, difendersi – scappando, combattendo o immobilizzandoci – è fisiologico, l’importante è non lasciarsi ingabbiare da uno schema rigido e ripetitivo di reazione. Abbiamo capito che non si esce da una scarsità con una compensazione, né con un giudizio che separa, ma che bisogna creativamente tendere alla ricerca di una danza infinita che integri le polarità. Non si tratta di scegliere tra essere o fare, amore o volontà, ma di mettere insieme le cose. Come al Maggiociondolo (agriturismo che ha ospitato questo nostro viaggio), dove sostenibilità e calore hanno convissuto piacevolmente grazie a stufe e pannelli solari e dove goloso e sano hanno trovato modi magici di combinarsi nelle torte di Marco e nelle zuppe di Erica.

Protetti da una coperta di nebbia, abbiamo tirato fuori paure, rabbie, tristezze e vuoti, riuscendo a vedere la fertilità delle lacrime e la potenza della condivisione profonda.

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Scaldati dal riverbero del sole abbiamo ripreso la Danza dell’Olmo (ideata da Joanna Macy per sanare le ferite degli uomini esiliati dai boschi radioattivi dopo Chernobyl) come modo per curare le ferite di un sistema malsano: “uomo che danneggia – natura che si ammala – uomo che perde l’accoglienza sicura della sua casa” e abbiamo inviato energie e pensieri positivi di guarigione. Quanto abbiamo cantato e ballato in questi giorni! Quanta energia!

Avvolti da una luce bianca quasi irreale, abbiamo meditato sulla preziosità del nostro essere e della sua manifestazione, il corpo, anche lui parte di questo mondo naturale la cui evoluzione è talmente un miracolo che non dovrebbe mai smettere di stupirci. Ce ne siamo presi cura, riflettendo insieme sull’importanza che la capacità di rispetto cominci da noi: imparare a far star bene noi stessi come il primo cerchio di un sasso lanciato in un lago che seguita ad ampliarsi fino a desiderare intensamente di far star bene la terra. E tenere a mente che dal primo cerchio all’ultimo, sempre lago è: siamo un tutt’uno noi, gli altri, la terra (“In lak’ech”). Al cuore del prendersi cura sta l’assumersi la responsabilità.

Per questo motivo, in un lungo abbraccio collettivo, abbiamo concluso il nostro viaggio assumendoci ciascuno un impegno, una promessa da mantenere nel brevissimo termine, per cominciare a cambiare il mondo, oggi.

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