“L’Ost” della befana

Impressioni dalle nostre inviate all’open space della Befana.

Dall’inviata Sabrina

A fatica mi alzo dal letto. E’ dura visto che sono abituata a dormire a oltranza in questi giorni di festa, ma avevo dato la mia parola che sarei arrivata in anticipo per dare una mano nella preparazione di questo open space speciale del 6 gennaio.

Arrivo con un tempismo perfetto nello stesso istante della Befana alias Stefano a cui avevo portato la scopa e che dovevo aiutare nella vestizione.

Alla casa del custode troviamo Giulio, super indaffarato con i preparativi e con un grosso quesito da porci: “Ma come funziona il riscaldamento??”. Nonostante le nostre tre teste pensanti, abbiamo alla fine sperato nell’arrivo tempestivo di Valeria, grande esperta del settore. Nel frattempo prepariamo i cartelloni e Stefano comincia a travestirsi: è stato istruito per bene riguardo al suo ruolo per questa giornata, basta solo che ripeta al momento giusto la sua parte.

Ed ecco Valeria! Ci mettiamo nelle sue mani, ma ci sono questioni che agli umani non è permesso conoscere, quindi dobbiamo rassegnarci a passare la nostra giornata al freddo e al gelo.La Befana è quasi pronta, manca solo una passata di trucco ma, troppo inorridita per procedere all’ operazione, lascio la gatta da pelare a Valeria che accetta con i suoi nervi saldi. Lo spettacolo finale è letteralmente obbrobrioso e inguardabile, proprio ciò che ci aspettavamo!


Per tutte le persone che arrivano un po’ alla volta, la risata è assicurata e le foto non si sprecano.
Arrivano in tanti, gli amici di sempre, qualche volto per me nuovo, cari transizionisti di Vicenza e Arzignano, e un amico che non vedevo da molto tempo.

Già da subito capiamo che non vuole essere un open space come quelli fatti in precedenza, è una sorta di festa, per rivedersi, per farsi gli auguri di buone feste, per rivedere insieme il 2016 e progettare gli eventi del nuovo anno.
In cerchio, cominciamo con un piccolo rilassamento guidato da Alessandro che ci predispone all’ inizio delle attività. Subito dopo procediamo con un giro di nomi e rispondiamo alle domande: cosa ci è accaduto di bello nel 2016? Cosa ci aspettiamo da questa giornata? E’ il turno della Befana che, non si sa come, gira e rigira il copione prestabilito e conclude un discorso sconclusionato ma apparentemente sensato che non lascia spazio a ulteriori interventi riparatori.
Giulio rispolvera per noi regole e leggi con alle spalle un molto affaccendato Aldo che non si da pace cercando di riparare il riscaldamento assente,che mi ha già trasformato i piedi in due ghiaccioli e ci costringe tutti a tenere il giaccone.

Fortunatamente nel corso della giornata un sole splendente ci scalda il cuore…e non solo!

 

img_3031

Dall’inviata Federica


Dunque, qualche flash per ricapitolare questa Befana assolata tra amici.

Cosa abbiamo fatto e cosa abbiamo imparato sulla transizione nel 2016?
Per riviverlo, su un’immaginaria linea del tempo dello scorso anno si sono avvicendati numerosi mimi di eventi vissuti nel 2016.
Riconsiderandoli nel loro insieme fanno davvero un bel fagottino di esperienze!
E così si avvia una giornata di riflessioni in stile open space sulle proposte per il nuovo anno.
Sotto lo sguardo di una Befana d’eccezione, generosa di cioccolatini, in compensazione alla carenza di carbone, e caricati dalla meditazione collettiva guidata di Alessandro, ci siamo dunque occupati di progetti come la permacultura di comunità, la scuola libertaria, nuove possibilità comunicative, percorsi di amore verso se stessi, nuovo ciclo di cineforum transizionista, laboratori nel campo.

E poi condividere il pranzo, portando ciascuno il proprio contributo alimentare, connettersi o riconnettersi tra noi nei momenti di pausa attraverso parole, sguardi, risate, spuntini, gli unguenti di Sabrina, il vino di Paolo, sostare per un po’ nel parco per un bagno di sole, mani che scaldano, abbracci che confortano. Insomma, una giornata con ritmi e andamento piuttosto free, libera dalle campanelle segnatempo di Giulio, ma veramente ricca, piena di energia calda ed accogliente e di idee che chiedono di trovare vita concreta.

 

Jpeg

 

Ce la faremo a trasformare questi progetti in realtà? ….guardate i nostri cartelloni e fate la vostra scommessa!!

Alla fine della giornata, rientrando a casa, mi sono interrogata su cosa restasse in me di quella giornata. Credo ci si debba sentire proprio come è capitato a me, oggi, vivendo in una piccola comunità resiliente: ognuno di noi ha offerto gratuitamente e con piacere il suo pezzettino di fare e di essere per far girare con fluidità la giornata; ognuno è riuscito ad accogliere per sé ciò di cui sentiva il bisogno; le regole per una serena convivenza sono state da tutti rispettate, senza mai costituire un vincolo alle occasioni di crescita della giornata; non ho vissuto mai la sensazione di un crinale a cavallo tra “noi” e “voi”, ma solo un grande noi che si confrontava su come gettare semi buoni per il 2017, che possano portare buoni frutti per gli anni avvenire.

Jpeg

Pensando a tutto questo guardavo un tramonto di colore speranza, godendo di un profondo senso di pace.
Jpeg

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