La Transizione arriva a scuola!

( Volevamo scrivere un piccolo post sull’esperienza di Santorso in Transizione nelle assemblee di istituto del liceo classico e scientifico di Schio, ma chi lo avrebbe potuto raccontare meglio di una studentessa che vi ha partecipato? Ecco quello che è successo attraverso gli occhi di Rachele ). 

A Schio la Transizione arriva a scuola!

E ci arriva nel bel mezzo di un’assemblea d’istituto,  interrompendo il quotidiano susseguirsi di lezioni frontali: insegnante barricato dietro la cattedra, separato da noi studenti. Ci accomodiamo in cerchio, tutti allo stesso livello, tutti egualmente coinquilini di questo pianeta.

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Ci presentiamo, veniamo a conoscenza di compagni di cui finora non sapevamo nemmeno il nome pur avendo condiviso per anni lo stesso edificio, la stessa ansia pre-compito. Aggiungiamo qualche dettaglio: il libro sul comodino, un nostro sogno, …

Annullata la differenza tra cattedra e banchi, assumiamo ciascuno entrambi i ruoli di insegnante e studente per noi stessi e per gli altri. Così, dopo aver letto ciascuno una scheda sul picco del petrolio, ci scambiamo a coppie le conoscenze appena acquisite. Una lezione tra pari, in cui ognuno contribuisce alla consapevolezza della comunità.

Che cosa rimane della concezione della vecchia scuola a questo punto? L’edificio, l’aula.

Abbattiamo anche quelli! Trasferiamoci in un bosco immaginario: io sono lombrico, tu sei prato, lei è castagno, … e poi c’è il sole, un lago, il vento, il suolo, la cacca, …

Non siamo ancora un bosco, però: non si può definire “uomo” un cuore, un cervello, un piede e qualche vena presi singolarmente, indipendenti l’uno dall’altro. Con un gomitolo di canapa, allora, cominciamo a costruirlo, questo bosco: man mano che il filo viene lanciato da un elemento di questo ecosistema all’altro, esplicitando la relazione tra i due, emerge il “ragnatelico” organicismo di un bosco. Il lombrico non è più solo ma smuove il suolo. Il castagno offre ombra al prato. Il lago evapora dando materia prima alle nuvole per una dissetante pioggia.

La ragnatela di relazioni è resistente, i legami sono stabili e il bosco prospera. Ma cosa succede se qualche elemento viene a mancare, se si rompono delle relazioni? Finché sono in numero contenuto, l’ecosistema riesce a sopravvivere facendo affidamento sugli altri collegamenti, pur sempre numerosi. Ma se ne soccombe la maggior parte, quanto tesa e resistente rimarrà la trama? Qual è il punto critico in cui cadrà a terra? Meglio non scoprirlo.

Quello che sappiamo è che più sono i legami, più il sistema è resistente e resiliente. Sistema che dal bosco si può estendere a qualsiasi realtà, anche a quella della comunità umana: approdando alle scuole la Transizione ha aggiunto un importante (e, si spera, saldo) collegamento tra i fili della sua ragnatela.

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