L’ultima cena

written by Rachele

ultima cena transizione

Quale più degna conclusione di una gelida giornata d’inverno in cui anche il Summano intirizzito dal freddo si è messo un bianco cappello in testa, se non ritrovarsi con gli ormai soliti transizionisti davanti a ben tre (più bis) zuppe fumanti? E non eravamo soli! In quella gelida giornata d’inverno, udite udite viandanti transizionisti che passate per Santorso in cerca di ristoro!, la casa di Laura si è trasformata in un caldo e accogliente rifugio della Transizione: ben due gruppi si sono ritrovati nello stesso posto, alla stessa ora, per discutere di circa le stesse cose (circa perché noi siamo più avanti, eh eh 😉 ). C’è mancato veramente poco che da così tante indomabili energie concentrate in un così piccolo spazio non esplodesse la rivoluzione!

Eh già, siamo già arrivati al sesto incontro, epilogo di un fantastico viaggio spazio-temporale all’insegna di visioni luminose, multisensoriali … beh, avete capito, un trip insomma. Ma ritorniamo alla nostra Ultima Cena: il Gesù di questa sera, il nostro facilitatore, è stato Marco (soprannominato “il biondo” per distinguerlo dall’altro Marco, anche lui biondo) che ci ha schiaffato in faccia una serie di parolone peggio di Babilonia sotto l’insegna dell’empowerment. Nonostante la frequente necessità di un interprete (Giulio, che alla fine si è disperato di fronte all’intraducibilità di alcune parole), alla fine siamo riusciti a capire come le nostre passioni e attitudini possano contribuire alla Transizione, come le associazioni e organizzazioni già presenti nel territorio possano dare una mano. Tutto questo per poi passare all’iniezione di una consistente dose di brain-storming a un tipo depresso che non credeva possibile realizzare la Transizione nella sua vita. “Ma va, mona!” E’ stata la risposta del poeticissimo Gianni all’ennesima obbiezione, l’ultima risata prima delle Fatidiche Sette Domande Esistenziali alle quali una persona normalmente non riesce a rispondere in una vita ma che noi abbiamo dovuto affrontare nella bellezza di cinque minuti! Che cosa ti rende felice? Cosa faresti gratuitamente? Che cosa ti pentiresti di non aver tentato? … Terminata questa lavanda gastrica del cervello, spappolato quest’ultimo alla consistenza di fertile humus, ci siamo psicoanalizzati a vicenda con la bella sorpresa di veder spuntare tante rigogliose iniziative per la Transizione in cui ognuno si mette in gioco in base alle proprie capacità e predisposizioni.

Terminata la correzione degli ultimi compiti per casa, stilata la lista di tutte le associazioni che perseguono gli stessi nostri obbiettivi e con cui poter viaggiare a braccetto, dopo esserci ringraziati o mandati a cagare (tanto i biglietti erano anonimi!) a vicenda, la campanella (in questo caso il ritocco della mezzanotte del campanile) ha annunciato la fine degli incontri e l’inizio delle vacanze. Vacanze che significano più tempo libero: più tempo libero per incontrarci e portare avanti insieme i nostri obbiettivi.

Altro che ultimo incontro!

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