Com’è andata? Il primo corso universitario sulla Transizione.

In un pomeriggio di questa tarda estate 2014, stavo bevendo un bicchiere di sciroppo di rabarbaro con Giulio Pesenti. Ho colto l’occasione per chiedergli qualcosa sul corso universitario sulla Transizione da lui tenuto a Potenza. Chi di voi frequenta queste pagine ne ha già letto qualcosa nel precedente post.
 
D: Insomma, Giulio, com’è andata questa prima esperienza accademica della Transizione italiana?
 
R: A dire il vero non tutto è andato liscio come l’olio ed anzi la cosa è stata un po’ strana: il corso era stato organizzato dal professor Gianni Quaranta, che, pur essendo uno tra i pochissimi accademici italiani ad insegnare concetti come la resilienza e i limiti delle risorse in un corso di Economia Aziendale, non è un attivista della Transizione.
Ne è nato quindi un canonico corso frontale universitario, molto differente dalle metodologie da noi usate.
È stato interessante però vedere le idee e “le cose” della Transizione applicate in un contesto dove la Transizione non esiste: non si conosce il movimento né gli argomenti che a noi sono pressanti come il picco del petrolio e il cambiamento climatico.
Mi sono reso conto che “fare la Transizione” comporta davvero un cambiamento che va al di là della superficie delle cose.
 
D: I corsisti come hanno reagito?
 
R: Non era il classico corso universitario propedeutico all’esame ma era riservato a dipendenti INPS: professori universitari, personale delle scuole, ragionieri e tecnici degli uffici comunali, dipendenti ARPAB…
Quando sono arrivato tutti questi avevano già frequentato 80 ore di corso (che sono tante!): avevano approfondito i limiti delle risorse, l’idea della Transizione, la Transizione interiore ed al mio arrivo desideravano ascoltare qualche esempio pratico.
 
D: Di cosa hai parlato?
 
R: Nelle 10 ore di corso che ho tenuto ho approfondito i temi legati al progetto Rieconomy, l’esperienza inglese, cosa sta nascendo in Italia e i suoi possibili sviluppi, partendo dallo studio dei limiti economici delle risorse e come questi influiscano sull’attuale crisi economica.
L’economia è solita ragionare guardando a cosa è successo in passato ma ora siamo in un momento di incertezza tale che non ci sono più assiomi validi: non ho portato leggi o verità assolute ma esempi e idee che potrebbero ispirare la nascita di un nuovo paradigma economico.
 
D: Qualche esempio pratico?
 
Abbiamo parlato molto di rilocalizzazione. Invece di spendere le nostre poche – ultime – risorse per mantenere ancora per un po’ un sistema che è comunque insostenibile, cerchiamo prima di capire e ragionare su dove stiamo andando per agire di conseguenza.
La rilocalizzazione, che è e sarà una conseguenza naturale del picco del petrolio, la potremmo sfruttare per risolvere anche altri grandi problemi pressanti come la diseguaglianza sociale, la mancanza di lavoro, lo svuotamento dei piccoli centri e la competizione tra individui.
Lo scenario rilocalizzato sarebbe in grado di ricreare un sistema economico circolare in cui ogni rifiuto diventa una risorsa per il sistema stesso. Questo passa attraverso una riorganizzazione di molte cose. Il sistema dei trasporti per esempio (che se convertito alla bicicletta e alla pedonalizzazione incentiverebbe il mercato locale), l’agricoltura biologica, l’efficientamento energetico nonché del commercio.
I risultati si vedrebbero in diminuzione delle emissioni di CO2, valorizzazione dei talenti locali, partecipazione sociale e riappropriazione della propria vita da parte dei cittadini che si sentirebbero  più attivi e responsabili.
 
D: Tutto questo quando sbarcherà a Santorso?
 
Questi processi possono nascere solo quando vi è sufficiente consapevolezza e rete all’interno della comunità: a questo punto nascono spontaneamente.
Santorso in Transizione sta scaldando i motori per iniziare un percorso in grado di ricreare questa rete e più siamo meglio sarà. Uno dei concetti del nuovo paradigma economico è che tutto è economia: ogni nostra scelta influisce sull’economia dandoci un enorme potere.
È importante che questo processo venga portato avanti in maniera divertente; ne avrete un assaggio domenica 28 settembre per l’apertura delle attività di quest’anno.
 
Vi aggiorneremo presto con ulteriori dettagli.
 
STAY TUNED!
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