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CHI SIAMO E COSA FACCIAMO?

Un’iniziativa di Transizione è un processo portato avanti da un gruppo di persone che aiuta la propria città / paese / quartiere / provincia a diventare più forte e più felice.

Ne stanno nascendo in più di un migliaio di comunità in tutto il mondo – dalle cittadine Australiane ai sobborghi del Portogallo, dalle città del Brasile alle comunità rurali in Slovenia, dagli spazi urbani in Inghilterra alle isole sulle coste del Canada – e molte di queste iniziative sono registrate sul sito del Transition Network.

Queste comunità hanno iniziato i loro progetti lavorando su temi quali il cibo, i trasporti, l’energia, l’educazione, le abitazioni, i rifiuti, le arti ecc., come risposte in piccolo alle sfide globali rappresentate dal cambiamento climatico, dalle difficoltà economiche e dall’esaurimento delle scorte di energia a basso costo. Tutte insieme, queste risposte su piccola scala generano qualcosa di più grande, ed aiutano a mostrare una strada nuova per i governi, le imprese e il resto dei cittadini.

Partecipare o creare un’iniziativa in Transizione è l’opposto di starcene seduti nelle nostre poltrone lamentandoci di tutto quello che va storto: si tratta di alzarsi e costruire qualcosa con i nostri vicini e compaesani. Partecipando alle iniziative di Transizione locale i cittadini si dicono più felici, intessono nuove reti sociali, formano una comunità più robusta.

Le azioni dei paesi industrializzati sembrano basarsi sull’idea che il nostro alto livello di consumo di energia, le nostre elevate emissioni di carbonio ed il nostro enorme impatto ambientale possano continuare per sempre. E la maggior parte dei paesi in via di sviluppo sembrano aspirare a questi stili di vita. Purtroppo, se analizziamo le nostre scorte energetiche, le nostre disparità economiche, i nostri livelli in diminuzione di benessere, le nostre crisi ecologiche e il caos climatico che sta già colpendo milioni di persone, capiamo che quest’idea di sviluppo non può continuare ancora a lungo.

Riteniamo che il luogo migliore per iniziare una transizione da questo invivibile modello di vita sia proprio all’interno delle nostre comunità, e che il momento migliore per farlo sia adesso.

Che ci piaccia o meno, nei prossimi due decenni dovremo transitare in un futuro meno energivoro, essenzialmente a causa dei cambiamenti climatici e inevitabilmente a causa della diminuzione delle scorte di combustibili fossili (in particolare del petrolio).

Le conseguenze di ciò differiranno se continueremo a nascondere la testa nella sabbia o se inizieremo a lavorare per il futuro che vogliamo.

Le iniziative di Transizione, comunità dopo comunità, stanno lavorando attivamente e cooperativamente per creare comunità più felici, più giuste e più forti, luoghi adatti alle persone che ci vivono e di gran lunga più adatte ad affrontare gli shock che accompagnano le nostre sfide economiche ed energetiche ed un clima in caos.

Ecco come funzionano:

Tutto inizia quando un piccolo gruppo si ritrova assieme con una preoccupazione comune riguardo alla diminuzione dell’energia a basso costo (il picco petrolifero), i cambiamenti climatici, e, sempre di più, la crisi economica. Questo gruppo riconosce che:

– il cambiamento climatico e il picco petrolifero richiedono un’azione urgente.

– la vita con meno energia è inevitabile. È meglio pianificarla che essere presi alle spalle.

– la società industriale ha perso la sua resilienza; non è in grado di far fronte a uno shock energetico.

– dobbiamo agire insieme ed ora.

– la crescita infinita in un sistema finito (come il pianeta Terra) è impossibile.

Questo piccolo gruppo iniziale inizia a studiare la Transizione, adattandola alle proprie particolarità locali e in modo da coinvolgere una parte significante dei compaesani. Alcuni possono partecipare a corsi di formazione, altri comperare libri, alcuni guardare il film “In Transition 1.0” o cercare nel web informazioni su come funziona la Transizione, o se esistano altre persone, iniziative, progetti vicino a loro.

A questo punto si inizia a:

– aumentare la consapevolezza intorno al picco petrolifero, al cambiamento climatico e alla necessità di intraprendere un processo comune, equo e giusto per ricostruire resilienza e ridurre emissioni di carbone.

– connettersi con gruppi esistenti, tra cui l’amministrazione locale

– creare eventi mirati che aiutino il gruppo a tenere in considerazione le parti più importanti della nostra vita (il cibo, l’energia, i trasporti, la salute, la psicologia del cambiamento, l’economia e gli stili di vita ecc.)

Ognuno di questi gruppi quindi inizia con progetti pratici come:

– supporto all’agricoltura locale fatto in comunità

– condivisione dei trasporti

– moneta locale

– scambio di semi

– tool library (piccole officine dove eseguire riparazioni ed imparare a farle)

– gruppi per il risparmio energetico

– orti, frutteti, asparagiaie urbane

– corsi di ri-qualificazione

– isolare gli edifici

Queste azioni attirano altre persone e con l’esperienza intraprendono un processo per immaginare la propria comunità che riconosca la crucialità per la nostra vita di:

– ridurre in fretta l’uso di combustibili fossili e le emissioni di carbonio

– studiare attivamente un tipo di futuro che vada bene per tutti piuttosto di aspettare che qualcun altro crei un futuro che andrà bene solo a pochi.

Questi gruppi iniziano a creare piani di decrescita energetica e a ricostruire le loro economie locali istituendo, per esempio, società per l’energia locale, aziende sociali e realtà agricole ed alimentari cooperative.

Queste reazioni a coordinamento locale lottano per ricostruire la resilienza che abbiamo perso come risultato del petrolio a basso costo, per risolvere il problema dell’ingiusto accesso alle risorse chiave e per ridurre drasticamente le emissioni di carbonio della comunità.

Solitamente queste iniziative non chiedono il permesso per iniziare tutto ciò – lo fanno semplicemente, condividendo i loro successi e fallimenti, le loro speranze e paure.

Il cammino da qui percorre un sentiero non ancora segnato.

Quando sottolineiamo l’impatto vitale che le comunità possono avere in questo processo, non stiamo dicendo che i governi nazionali sono irrilevanti o che istituzioni quali le imprese non sono importanti, anzi, sappiamo che sono essenziali. Diciamo piuttosto che per molte persone, la propria comunità locale è il luogo dove possono avere l’impatto più veloce e più forte. La nostra sensazione è che quando le amministrazioni vedono cosa può essere fatto in questa transizione, sia per loro più facile prendere decisioni che supportino questo lavoro.

Il modello della Transizione si è evoluto in Inghilterra, si è diffuso rapidamente in altre comunità anglofone come l’Australia, la Nuova Zelanda e gli Stati Uniti. Ci siamo spesso chiesti se questo modello potesse essere abbastanza flessibile da adattarsi ad altre culture che stanno affrontando sfide diverse.

Stiamo lavorando sodo per assicurarci che la gamma più vasta di gruppi che stanno sperimentando il modello di Transizione in tutto il mondo possano essere in grado di condividere successi e fallimenti, aggiungendo forza e slancio all’intero movimento.

Finora sono nate iniziative in più di 35 stati in tutto il mondo. È solo l’inizio e c’è una lunga strada da fare.

Amichevole avvertenza all’uso dei lettori:
Se avete l’impressione che la Transizione sia un processo definito da persone che hanno le risposte, dovete essere consapevoli di un punto chiave.Non sappiamo se tutto ciò funzionerà. La Transizione è un esperimento sociale su larga scala.

Ma siamo convinti di ciò:

– se aspettiamo i governi, sarà troppo poco, troppo tardi

– se agiamo individualmente, sarà troppo poco

– ma se agiamo in comunità, potrebbe essere già abbastanza, e appena in tempo.

Tutto quello che leggi in questo sito è il risultato di un lavoro reale portato avanti nel mondo reale, al cui centro c’è l’impegno comunitario. Non c’è una torre d’avorio in vista, non ci sono professori in studi ammuffiti che agitano fogli incomprensibili. Non ci sono piani inflessibili a cui è obbligatorio aderire.

Questo sito, come il modello della Transizione, ti è offerto da persone che sono coinvolte attivamente nella transizione nelle loro comunità. Persone che stanno imparando, facendo e imparando ancora, sempre. Persone che capiscono che non possiamo sederci ed aspettare qualcun altro che faccia il lavoro.

Persone come te, forse…

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